Anita Sieff
social sculpture #1
      The Kitchen NYC, 8 ottobre 1999
  ABOUT   >>>>>


ESSAYS   >>>>>


SELECTED INSTALLATIONS

Psyche, Ca'Pesaro Museum, Venice, 2011 [eng]  [ita]  [video]

Ordine di Senso, 2010
Venezia, Fondazione Querini-Stampalia
 [video]

the drama of love at the Fortuny Museum in Venice, 2003 [eng]  [ita]

moda è modo, 2001

social sculpture #2 at Tonic in New York City, 2000

symposium on Love in Venice, 2000 [eng]  [ita]

social sculpture #2 teatro Fondamenta Nove in Venice, 2000

social sculpture #1 the Kitchen in New York City, 1999 [eng]  [ita]


WORKS   >>>>>
 
     
   

Il terreno della mia indagine é l'amore sia come motivazione ad agire sia come impegno del genere umano di evolversi in termini di coscienza. Questa indagine é un attraversamento esistenziale nelle relazioni interpersonali e nelle relazioni con il sociale. Ci invita a considerare se sia l'amore il mezzo più potente per la creazione visto che si basa sulla relazione come condizione per l'eliminazione dell'egocentrismo, come di ciò che invece impedisce la relazione.
Penso sia possibile far parte di un comune progetto senza compromettere la propria identità.
La condizione di una vera relazione é la disponibilità a dare. I contributi del dare poi, per effetto della legge dell'attrazione, si incontreranno e dunque stabiliranno una nuova dinamica che avrà luogo fuori del sé. In questo nuovo contesto, che é al di là del possesso personale, l'alchimia della trasformazione produrrà il nuovo nato: la relazione. Ognuno può contribuire con il tipo di energia propria purché sia vitale. Questa prospettiva preserva l'autonomia delle singole individualità. Le individualità sono intoccabili. Non devono contaminarsi. E' l'andare oltre se stessi per incontrare l'altro che crea la relazione. La relazione é dunque al di fuori di noi, non ci abita. La relazione é lo spazio comune, il laboratorio dove sperimentiamo la com-unione, dove non siamo soli visto che stiamo nella creazione.
L'arte vive in questo spazio perché é essenzialmente creazione. Nel momento in cui ci apriamo agli altri incontriamo anche un nuovo significato dell'arte come principio di relazione: pura comunicazione.
Scultura sociale n.1 riconosce questa dinamica e sostiene che in quello spazio "tra gli ego" é nascosta la chiave per una più ampia comprensione della natura della comunicazione come accezione di inclusività e unione. L'arte sostiene il processo di confluenza, di partecipazione tra i diversi sul sentiero verso la prospettiva della ricostruzione. Andando così oltre lo stato di essere puri spettatori, riconquistiamo il potere di immaginare, di costruire cooperando. Le carte astrologiche sottolineano quanto importante sia l'unicità nella natura e scelta del singolo. Deve essere fatta una distinzione tra l'essere potenzialmente artista , come tutti siamo, e l'esserlo di fatto. Per esserlo di fatto uno deve deciderlo ed essere capace di perseguire la propria visione e di portare nel presente i segni del futuro. L'amore come principio di integrazione trasforma il potenziale in dato di fatto, operando dunque la differenziazione. Attraverso questo movimento il potenziale per-forma la sua energia creando l'esperienza, la forma. La mente poi, trattenendo coerentemente le immagini dell'esperienza, le traduce in consapevolezza. Solo chi é disponibile e preparato a questo può essere considerato un artista. Dunque ognuno é potenzialmente un artista ma pochi se ne assumono la responsabilità.
La sfida é di vedere noi stessi come nuovi inizi, con la possibilità di rompere con l'inerzia intesa come principio di resistenza al cambiamento. Con un potenziale simile, nella risonanza possiamo per-formare. Riconoscere il comune intento significa diventare agenti del cambiamento. In una prospettiva del genere evoluzione di consapevolezza e processo artistico corrono paralleli se non addirittura nella prospettiva della convergenza.