Anita Sieff
Simposio sull'amore
      Venezia, 2000
  ABOUT   >>>>>


ESSAYS   >>>>>


SELECTED INSTALLATIONS

Psyche, Ca'Pesaro Museum, Venice, 2011 [eng]  [ita]  [video]

Ordine di Senso, 2010
Venezia, Fondazione Querini-Stampalia
 [video]

the drama of love at the Fortuny Museum in Venice, 2003 [eng]  [ita]

moda è modo, 2001

social sculpture #2 at Tonic in New York City, 2000

symposium on Love in Venice, 2000 [eng]  [ita]

social sculpture #2 teatro Fondamenta Nove in Venice, 2000

social sculpture #1 the Kitchen in New York City, 1999 [eng]  [ita]


WORKS   >>>>>
  public - progetto che nella consuetudine del dialogo tra persone provenienti da ambiti culturali diversi, contribuisce alla creazione della cultura del contemporaneo - inaugura il nuovo anno di incontri alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia producendo il Simposio sull'Amore. Amore inteso come principio di integrazione. L'adesione all'iniziativa della Fondazione Querini Stampalia, Accademia di Belle Arti di Venezia e Teatro Fondamente Nuove esprime una nuova coscienza della dimensione pubblica come spazio della condivisione per attivare un'etica dell'evento come atto di creazione. Uno spazio dove l'arte si espliciti per la sua natura di comunicazione e dove il tema dell'Amore permetta di uscire dall'autoreferenzialità dei linguaggi. Pubblico diventa sinonimo di fiducia reciproca, per comune sensibilità condivisa, consentendo la cooperazione nella produzione di sistemi di valori complessi. Un luogo non solo dove riconoscersi nella storia, ma dove rendere possibile l' emergere delle diversità per organica comprensione e necessità di espressione. E' Amore la motivazione del genere umano ad espandere la propria coscienza e ad agire?

Simposio sull'amore é un' espirazione ed un'inspirazione nella prospettiva di ricomposizione del pubblico. Amore inteso come apertura verso l'altro, il diverso da sé, e di conseguenza "indicatore di metodo" per la comprensione di public. Amore come luogo di perdita dell'ego, per rintracciare nell'ignoto dello spazio oltre i nostri confini, la possibilità della condivisione. Amore come principio di integrazione, come chiave per far succedere piuttosto che ostacolare. Amore come dinamica intrinseca che consente di vedere la vita come un campo di relazioni dove com-prenderci e ri-conoscerci nel cammino verso un comune intento che, grazie alle rispettive diversità, possa esplicitarsi nella sua inclusività. Le monadi sono intoccabili, non si contaminano, sono i contributi, cioé "questo uscire da sé per raggiungere l'altro" il seme della relazione. La relazione dunque é fuori di noi, attivata dall'impulso integrativo dell'amore e in questo essere spazio comune, public, ci garantisce l'autonomia pur facendoci sentire "insiemi". Questa condizione apre le porte alla creazione e al dispiegarsi involontario di una energia che ci trasforma in testimoni di ciò che avviene attraverso noi. La condizione dell' arte. Un'arte che non é più di osservazione e decostruzione della realtà ma piuttosto di coinvolgimento e responsabilità per la ricostruzione. L' imperativo é la partecipazione attiva, la responsabilità di quanto per-formiamo, nel riconoscimento della natura public dell'artista. Lontani dal paradigma osservatore/osservato ristabiliamo così la tensione della reciprocità, condizione prima della comunicazione e, nella consegna al processo, trattenuti dall'intento, andiamo verso la ricomposizione della vita. Così, via Amore, possiamo entrare, per esperienza, per forma, nella dimensione pubblica come stato di creazione comune. Pubblico diventerebbe sinonimo di fiducia reciproca, per comune sensibilità condivisa, consentendo la cooperazione nella produzione di sistemi di valore complessi. Pubblico diventerebbe il luogo dove esprimere la creatività come motore espressivo e dunque forma dei nuovi linguaggi e di conseguenza dei nuovi valori. Un luogo dove non esiterebbe più il bisogno di essere costantemente confortati, riconosciuti, dal quello a noi più prossimo per bisogno di consenso, ma dove il senso di libertà farebbe emergere le diversità per organica comprensione e necessità di espressione.