Anita Sieff


anitasieff@fastmail.fm

La percezione psichica
La percezione della propria esistenza psichica avviene durante ed attraverso il sogno. L’essere umano non è in grado di comprendere se stesso e integrare i propri potenziali se non sono assimilati in termini psicologici. A volte ci capita di subire esperienze non piacevoli e non ci rendiamo conto che non sono altro che le proiezioni di qualcosa che non abbiamo ancora assimilato, compreso all’interno di noi. Ma come emanciparci? Con il sogno. Quando sognamo abbiamo l’opportunità di entrare in contatto con una comunicazione trasversale che opera simultaneamente a livello di tutte le specie di coscienza. È un laboratorio alchemico il sogno, dove ha luogo la produzione psichica che, svincolata dai condizionamenti ed assunzioni dello stato di veglia, riesce a ricongiungerci con la parte più profonda e autentica di noi stessi. La dimensione onirica è del tutto svincolata dalla necessità di adattamento all’ambiente esterno, ma è importante quanto lo stato di veglia perché ci consente di integrare il nostro essere. Durante il sonno noi accordiamo la coscienza come si accorda un pianoforte perché durante la veglia possa percepire con chiarezza le proprie note mentre si fanno esperienza fisica, e se ne diventiamo consapevoli, coscienza. Certo il linguaggio dei sogni deve essere decriptato e interpretato perché è legato ad un sistema di segni mitologico come era appunto un tempo il linguaggio tra esseri umani dotati della sola funzione dell’emisfero destro. L’individualizzazione psicologica è un fenomeno posteriore, legato all’evoluzione dell’emisfero sinistro, all’autocoscienza di essere individui separati e indipendenti, più o meno, da tabù collettivi e ritmi organici della vita. Da questo stato di affermazione dell’ego avviene in termini evolutivi una nuova ricerca nell’essere umano, la ricerca del centro del proprio essere interiore. Quando si manifesta questo stato comincia un processo di integrazione dello spirito con ciò che si potrebbe chiamare la germinazione della personalità ripolarizzata. Il cervello a due lobi con il sistema di nervi cerebro-spinali è in senso simbolico e generale il terreno nel quale il seme divino, quando diventa attivo nel centro della testa, gradualmente cambia l’intero essere umano. È un processo involutivo e non evolutivo, è una discesa dentro se stessi. Psyche accetta la sfida di misurarsi con le proprie paure, di proiettarle come forma per guardarle, perché ha scoperto Eros, il principio desiderante che l’ha ricongiunta con la propria volontà. Mano a mano ciò che lei scopre perché vede, sparisce, perché viene integrato. Ma lei ancora non lo sa. Il sistema nervoso non accetta il cambiamento. Ciò che non riconosce come proprio può accoglierlo solo nel torpore. Questo è il mito di Narciso. Questa è anche la strada di Psyche, ma Psyche non si sottrae alla mancanza che vive perché ne è sedotta. La sua incoscienza diventa una strategia per generare la parte mancante che la condurrà alla metamorfosi della rigenerazione. Il costo è solo la perdita di controllo. La realtà non è un assunto ma è percezione dipendente, perché ciò che conta come rilevante non è inseparabile da chi lo percepisce. La nostra vita è un sogno, che in quanto ricordiamo, contribuiamo a creare.